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Ultimo aggiornamento 2 Settembre 2008
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Il reflusso negli anziani

Il reflusso è un disturbo abbastanza frequente negli anziani. La maggior parte delle persone anziane che soffre di reflusso parla, nel linguaggio comune, di "bruciore di stomaco" o "acidità di stomaco" per indicarne i sintomi.

La probabilità di soffrire di reflusso aumenta, infatti, con l'aumentare dell'età. In genere, inizia ad aumentare dopo i 40 anni. È alta tra i 55 e i 64. E diventa massima tra i 65 e i 70 anni.
Circa il 20% degli anziani che si rivolgono al medico per una visita scopre, in quell'occasione, di avere un problema di reflusso.

Il reflusso negli anziani ha caratteristiche proprie e si presenta in modo un po' diverso rispetto ai giovani. Di solito è più severo. In alcuni casi è senza sintomi.
Spesso può portare a conseguenze maggiori di quelle presenti nelle persone più giovani. Per esempio, negli anziani con reflusso le esofagiti (le infiammazioni dell'esofago) sono solitamente di grado maggiore. Inoltre, di solito, gli episodi di reflusso durano di più.

Il reflusso negli anziani ha spesso un andamento ciclico, con tendenza a ricadute e complicanze.

Gli anziani sono, in un certo senso, predisposti al reflusso. Con il passare degli anni, infatti, l'anatomia dell'esofago si modifica in parte. E la valvola tra esofago e stomaco funziona meno bene. Inoltre, gli anziani a volte hanno abitudini che possono favorire il reflusso (per esempio coricarsi dopo mangiato).

Anche la presenza di ernia iatale è piuttosto comune negli anziani. L'ernia contribuisce alla gravità dei sintomi del reflusso. Infine, gli anziani spesso assumono farmaci in modo cronico.
Alcuni di questi farmaci possono aggravare la frequenza e quindi le conseguenze del reflusso gastroesofageo.