La lumaca senza conchiglia
C'era una volta una lumaca.
Il suo nome era Lumy e viveva dentro un albero con i suoi
genitori e suo fratello Maky.
Lumy era una lumaca diversa dalle altre perché era nata
senza conchiglia.
Lei non lo sapeva o forse fingeva di non sapere che non era
l'unica ad essere nata senza conchiglia.
Infatti, nella città di Lumacalandia, erano molte le
lumache che si erano costruite la conchiglia da sole o
perché nate come lei o perché si era rotta.
A lei non importava che vivendo in quel modo avrebbe
sofferto il freddo perché stava sempre chiusa in casa.
Passava ogni notte a mangiare foglie e andava a dormire
molto tardi.
La mattina, mentre la sua mamma e il suo papà andavano a
cercare foglie da portare a casa,e mentre Maky usciva per
giocare con le altre lumache, lei stava a letto e si alzava
solo quando era ora di mangiare.
Viveva male Lumy perché così facendo si perdeva tutte le
giornate di sole della sua vita.
Il sole ogni giorno passava anche dalla sua casa per
salutare i suoi amici, ma lei credeva che lui non fosse
anche suo amico.
Si era convinta di non avere nessun amico perciò, anche se
il sole la chiamava,lei non rispondeva.
Maky cercava di farle capire che lei non era sola e le
diceva che potevano andare a giocare anche con le altre
lumache ,tutti insieme,se solo si decideva ad uscire di
casa.
Ma lei si ripeteva che era timida,che non poteva farci
niente,così gli anni passarono uno dopo l'altro.
Maky e Lumy erano grandi ormai e i loro genitori stavano
invecchiando.
Lumy non aveva costruito la sua conchiglia però si era
costruita un mondo tutto suo dove si illudeva che sarebbe
stata bene come in quello vero.
Si sbagliava e il suo modo di vivere la stava facendo
ammalare. Infatti, il freddo che non sentiva da piccola
adesso lo sentiva.
Non ascoltava nessuno e quando lo faceva,dopo un po?,
tornava a fare tutto come prima.
Andava a letto tardi e si alzava tardi.
Mangiava molto perché non voleva pensare che da sola
avrebbe dovuto costruire la sua conchiglia.
Preferiva vivere così, stordendosi nel sonno e nel
cibo,senza cominciare a darsi da fare.
Le minacce dei genitori erano inutili perché credeva
volessero solo spaventarla.
Le dicevano che doveva vivere la sua vita ogni giorno come
fosse l'ultimo perché quando il contadino le avrebbe
trovate non ci sarebbe stato più tempo per pentirsi e
chiedere aiuto.
Rideva a queste minacce e nella sua mente dava la colpa a
tutti tranne che a se stessa.
Un giorno Maky sparì insieme ad altre lumache senza
lasciare traccia.
Erano tutti spaventati a Lumacalandia e in particolare Lumy
che, oltre ad esser preoccupata per il fratello,cominciava
a pensare che la storia del contadino fosse vera.
Dopo tre giorni Maky tornò a casa.
Era tutto spaventato e tremava.
La mamma lo abbracciò dicendogli che era tutto finito,di
non avere paura che lì era al sicuro.
Dopo un po' di tempo Maky raccontò quello che gli era
successo.
Un enorme essere l'aveva preso insieme alle altre lumache e
lo aveva intrappolato in una grossa cesta.
Era il contadino che li stava portando a casa per mangiarli
tutti.
Dopo aver tolto la conchiglia d'ognuno li gettò in una
pentola enorme riempita d'acqua bollente.
Senza accorgersene il contadino aveva fatto cadere Maky che
con tutta la velocità che poteva si allontanò da quella
casa.
Mentre si allontanava sentiva le lumache più piccole urlare
per il dolore.Quelle più grandi avevano accettato quello
che stava succedendo perché sapevano che non potevano
opporsi.Erano lì, immerse nell'acqua, ma non sembravano far
caso al calore dell'acqua e dicevano alle lumachine di
farsi coraggio, che presto sarebbe tutto finito,di pensare
alle cose belle della loro vita senza rimpiangerle.
Maky adesso era lì, nella sua casa,aveva smesso di tremare
nonostante fosse senza conchiglia.
Disse a Lumy che non aveva vergogna di come era diventato e
andò subito a morsicare un pezzo di legno per costruirsi
una nuova conchiglia.
Lumy ammirò il suo coraggio e, mentre i genitori lo
guardavano felici e contenti, cominciò anche lei a crearsi
la sua conchiglia.
Emanuele M.


