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Ultimo aggiornamento 30 agosto 2010
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Il bambino che non aveva la televisione

Storia scritta da mamma Matilde

Pirulicchio di Sotto è una piccola cittadina ai piedi delle montagne, là dove il corso del fiume si fa più largo e placido. Qui vive Giosuè.
Giosuè è un bambino come tutti, va a scuola, fa i compiti, gioca, si lava le orecchie solo quando la mamma glielo ricorda e si mette di nascosto le dita nel naso. A differenza di tutti i suoi amici, però, Giosuè non ha la televisione.
Non che questo gli pesi; a lui infatti piace moltissimo disegnare, colorare e fare tanti giochi, da solo e in compagnia dei suoi amici.

Al tempo di questa storia c'era un solo momento in cui questa mancanza si faceva sentire: il giovedì mattina.
La sera precedente, infatti, tutti i suoi compagni di classe guardano un popolare sceneggiato televisivo a puntate e la mattina dopo, in attesa che la maestra arrivasse in classe, era tutto un chiacchierare delle vicende dei personaggi. "Certo che lui è proprio forte!", "E lei, che sangue freddo!" "Hai visto con che sguardo ha cacciato quegli intrusi?"? insomma, il giovedì mattina Giosuè si sentiva proprio tagliato fuori.

Una sera di primavera Giosuè era affacciato al balcone per godersi i primi tepori, quando sentì arrivare dalle case vicine i rumori delle televisioni accese: una musica qua, una voce là???idea! Perché non ascoltare il film del mercoledì e, con un po' di intuito, ricostruire la trama? Il mattino seguente anche lui avrebbe potuto partecipare alle chiacchiere dei compagni di scuola.
Detto, fatto. Il mercoledì seguente Giosuè, finito che ebbe la cena preparata dalla mamma, sistemò il suo sgabellino sul terrazzo ed attese.
Non passò molto tempo che subito si diffusero le note della sigla d'inizio, Giosuè tese le orecchie. Subito voci maschili e poi le note di un pianoforte. "Ecco, sì, ? lui fa il musicista, e si sa, non è così facile trovare lavoro, adesso sta facendo un'audizione per un concerto importante, ecco perché la voce di prima era così emozionata". Poi ancora un rumore di voci, un uomo e una donna, una discussione, il pianto di un bambino, una porta sbattuta?"Ah! Sì, sì, ho capito, lui ha la possibilità di lavorare in un'orchestra importante, ma in un paese lontano e lei non vuole che lui parta, perché c'è il bimbo?". E poi ancora il rumore dei grilli e dei sussurri "Ecco, adesso è sera, sono seduti sul dondolo di fronte a casa, il bimbo si è addormentato e anche loro hanno fatto pace, lui partirà". La sirena di un'ambulanza, rumore di passi "Accidenti, deve essere successo qualcosa al bambino, lo stanno portando in ospedale?e il papà è così lontano". Il rombo di un aereo, poi una voce femminile che canta una ninna nanna "Ecco, sì, lui sta tornando di corsa, ha lasciato il palco appena finito il concerto ed ha preso il primo aereo. Ma, quando è arrivato, il bimbo stava già meglio e vicino a lui la mamma canta per farlo addormentare". E poi ancora risate, rumore di bicchieri? "Sì, sì, adesso va tutto bene. Il bambino è tornato a casa guarito e anche lui ora suona in un teatro importante e stanno festeggiando". Un'allegra musichetta segna la sigla di chiusura.

"Fantastico," pensò Giosuè "non è stato poi così difficile. Si, ogni tanto si sentivano in lontananza degli spari e dei rumori motociclette, ma devono essere i ragazzi più grandi con i motorini, giù in piazza che ogni tanto giocano con i petardi".

Il giorno seguente Giosuè arrivò a scuola con un sorrisetto furbo sulle labbra e, mentre i suoi compagni si radunavano in classe, aprì l'astuccio ed iniziò a temperare le matite colorate con fare disinvolto. "Hai visto che roba, ieri sera?" cominciò a dire un ragazzino con le lentiggini sul naso. Con naturalezza Giosuè si inserì nella discussione "Sì, è stato molto emozionante soprattutto quando lui, là sul palco, prendeva gli applausi e poi, che corsa ha dovuto fare per prendere l'aereo! Meno male che la malattia del bimbo non era grave, e che bella voce ha la mamma!". Giosuè sollevò lo sguardo dalle matite con un certo orgoglio e ?venticinque faccine lo guardavano ammutolite, bocca ed occhi spalancati. "Ma tu che film hai visto?", gli chiese una bimba con le trecce, "sembra bellissimo. Noi abbiamo visto il solito poliziesco del mercoledì: rapine, spari, inseguimenti della polizia".

Eh sì! Giosuè aveva ascoltato i rumori della città ed aveva creato una storia tutta nuova.

Ora gli amici di Giosuè non guardano più la televisione il mercoledì sera. Tutti sul balcone, seduti sul proprio sgabellino, ascoltano suoni, voci e rumori nell'aria calda dell'estate e la mattina seguente, a scuola, si raccontano storie bellissime.