Il bambino che non aveva la televisione
Storia scritta da mamma Matilde
Pirulicchio di Sotto è una piccola cittadina ai piedi delle
montagne, là dove il corso del fiume si fa più largo e
placido. Qui vive Giosuè.
Giosuè è un bambino come tutti, va a scuola, fa i compiti,
gioca, si lava le orecchie solo quando la mamma glielo
ricorda e si mette di nascosto le dita nel naso. A
differenza di tutti i suoi amici, però, Giosuè non ha la
televisione.
Non che questo gli pesi; a lui infatti piace moltissimo
disegnare, colorare e fare tanti giochi, da solo e in
compagnia dei suoi amici.
Al tempo di questa storia c'era un solo momento in cui
questa mancanza si faceva sentire: il giovedì mattina.
La sera precedente, infatti, tutti i suoi compagni di
classe guardano un popolare sceneggiato televisivo a
puntate e la mattina dopo, in attesa che la maestra
arrivasse in classe, era tutto un chiacchierare delle
vicende dei personaggi. "Certo che lui è proprio
forte!", "E lei, che sangue freddo!" "Hai visto con che
sguardo ha cacciato quegli intrusi?"? insomma, il giovedì
mattina Giosuè si sentiva proprio tagliato fuori.
Una sera di primavera Giosuè era affacciato al balcone per
godersi i primi tepori, quando sentì arrivare dalle case
vicine i rumori delle televisioni accese: una musica qua,
una voce là???idea!
Perché non ascoltare il film del mercoledì e, con un po' di
intuito, ricostruire la trama? Il mattino seguente anche
lui avrebbe potuto partecipare alle chiacchiere dei
compagni di scuola.
Detto, fatto. Il mercoledì seguente Giosuè, finito che ebbe
la cena preparata dalla mamma, sistemò il suo sgabellino
sul terrazzo ed attese.
Non passò molto tempo che subito si diffusero le note della
sigla d'inizio, Giosuè tese le orecchie. Subito voci
maschili e poi le note di un pianoforte. "Ecco, sì, ? lui
fa il musicista, e si sa, non è così facile trovare lavoro,
adesso sta facendo un'audizione per un concerto importante,
ecco perché la voce di prima era così emozionata". Poi
ancora un rumore di voci, un uomo e una donna, una
discussione, il pianto di un bambino, una porta
sbattuta?"Ah! Sì, sì, ho capito, lui ha la possibilità di
lavorare in un'orchestra importante, ma in un paese lontano
e lei non vuole che lui parta, perché c'è il bimbo?". E poi
ancora il rumore dei grilli e dei sussurri "Ecco, adesso è
sera, sono seduti sul dondolo di fronte a casa, il bimbo si
è addormentato e anche loro hanno fatto pace, lui
partirà". La sirena di un'ambulanza, rumore di
passi "Accidenti, deve essere successo qualcosa al
bambino, lo stanno portando in ospedale?e il papà è così
lontano". Il rombo di un aereo, poi una voce femminile che
canta una ninna nanna "Ecco, sì, lui sta tornando di corsa,
ha lasciato il palco appena finito il concerto ed ha preso
il primo aereo. Ma, quando è arrivato, il bimbo stava già
meglio e vicino a lui la mamma canta per farlo
addormentare". E poi ancora risate, rumore di
bicchieri? "Sì, sì, adesso va tutto bene. Il bambino è
tornato a casa guarito e anche lui ora suona in un teatro
importante e stanno festeggiando". Un'allegra musichetta
segna la sigla di chiusura.
"Fantastico," pensò Giosuè "non è stato poi così difficile.
Si, ogni tanto si sentivano in lontananza degli spari e dei
rumori motociclette, ma devono essere i ragazzi più grandi
con i motorini, giù in piazza che ogni tanto giocano con i
petardi".
Il giorno seguente Giosuè arrivò a scuola con un sorrisetto
furbo sulle labbra e, mentre i suoi compagni si radunavano
in classe, aprì l'astuccio ed iniziò a temperare le matite
colorate con fare disinvolto. "Hai visto che roba, ieri
sera?" cominciò a dire un ragazzino con le lentiggini sul
naso. Con naturalezza Giosuè si inserì nella
discussione "Sì, è stato molto emozionante soprattutto
quando lui, là sul palco, prendeva gli applausi e poi, che
corsa ha dovuto fare per prendere l'aereo! Meno male che la
malattia del bimbo non era grave, e che bella voce ha la
mamma!". Giosuè sollevò lo sguardo dalle matite con un
certo orgoglio e ?venticinque faccine lo guardavano
ammutolite, bocca ed occhi spalancati. "Ma tu che film hai
visto?", gli chiese una bimba con le trecce, "sembra
bellissimo. Noi abbiamo visto il solito poliziesco del
mercoledì: rapine, spari, inseguimenti della
polizia".
Eh sì! Giosuè aveva ascoltato i rumori della città ed aveva
creato una storia tutta nuova.
Ora gli amici di Giosuè non guardano più la televisione il
mercoledì sera. Tutti sul balcone, seduti sul proprio
sgabellino, ascoltano suoni, voci e rumori nell'aria calda
dell'estate e la mattina seguente, a scuola, si raccontano
storie bellissime.


