C'era una volta... un Angioletto di nome Serafino
C'era una volta... un Angioletto di nome Serafino
Storia scritta da Francesco Castronovo
C'era una volta...
un Angioletto di nome Serafino, che viveva in cima all'
Arcobaleno. Tutta la sua vita erano i Colori.
Gli piaceva giocare con il verde, così le mani gli si erano
tinte di verde. A forza di passeggiare sul giallo i piedi
gli erano diventati gialli. A furia di guardare il rosso
gli erano diventati gli occhi rossi. Il suo passatempo
preferito era quello di sognare con la testa infilata nel
blu, finché i suoi riccioli avevano cominciato a
scintillare azzurrini.
Un bel giorno, mentre stava passeggiando, prese uno
scivolone giallo, e cadde a testa in giù sulla
terra, facendosi un gran bernoccolo.
Al risveglio, si era dimenticato chi fosse e da dove
veniva, così, vedendo gli uomini, credette di esserlo anche
lui e volle fare amicizia con loro.
Ma il primo ad incontrarlo fu un contadino che, vedendo le
sue mani verdi, pensò: questo non è buono a
lavorare, meglio tirare dritto.
Poi incontrò un viandante che non appena vide i suoi
piedi gialli disse: questo non è un buon
camminatore, meglio che vada da solo.
Una donna bellabella, al solo vederlo, esclamò: con
questi occhi rossi non può di certo apprezzare la
mia bellezza, così girovolse il nasino indignato e
andò via.
Infine incontrò un prete, che al solo vederlo con
quei capelli azzurri, si fece il segno della croce e
fuggifuggi.
Allora il nostro angioletto, tutto sconsolato, si mise
sotto un albero di mele, finché non si addormentò.
Si levò un forte vento che scosse l'albero finché
una mela cadde esattamente sul bernoccolo di Serafino. Al
risveglio, la memoria gli era tornata ed ebbe nostalgia
dell'Arcobaleno, ma ormai, dopo aver conosciuto gli uomini,
provava il desiderio di portarli con sé, sull'arcobaleno.
Così, decise di andare nella grande foresta, in cerca di
consiglio.
Errando tra viottoli cespugli e sentieri, si imbattè
in una pigna e la raccolse per mangiarsi un pinolo. Ma, oh
meraviglia, vi trovò inciso sopra, piccolo piccolo,
l' indirizzo del grande scoiattolo saggio e decise subito
di raggiungerlo. Superato il campo del prato, giunse al
viale dei pini, e lì sull'ottavo ramo del pino più
alto, vide lo scoiattolo saggio che stava giocando con un
trenino di legno.
Dopo aver ascoltato la sua storia, lo scoiattolo squittì
per l'entusiasmo e mettendosi a sedere sulla propria coda
disse: la tua storia mi è talmente piaciuta che non
solo ti darò un consiglio, ma ho deciso di venire
anch' io con te:
Gireremo per il mondo con il nostro trenino di legno e ogni
volta che troveremo qualcuno che strofinerà il naso
col nostro a mò di saluto come gli eschimesi,
vorrà dire che avremo trovato un nuovo compagno di
viaggio. Quando tutti i vagoni saranno riempiti, potremo
andarcene sull' arcobaleno.
E così fu, andarono per valli e laghi, ed ogni volta che
qualcuno strofinava con loro il naso, dolcemente ...
lievemente ... delicatamente ... lo portavano con loro sul
trenino. Quando tutti i vagoni furono riempiti, tornarono
ai piedi dell' arcobaleno e da lì, sulla cima.
E là come per incanto, tutti gli occupanti dei
vagoni si trasformarono in tanti angioletti scintillanti
come Serafino, il quale, finalmente, poteva guardarsi negli
occhi con l' angioletto rosso, giocare con l' angioletto
verde, passeggiare con l' angelo giallo e sognare con la
testa tra le nuvolette con l' angelo azzurro...
Se qualche volta vi dovesse capitare, guardando l'
Arcobaleno , di scorgere un piccolo puntino marrone
saltellare da una parte all' altra, non meravigliatevi:
è lo scoiattolo saggio, a cui piace divertirsi così:
zompettare tra i colori dell' arcobaleno come una nota
matta tra le corde di un'arpa... allo stesso ritmo
respirorespiro...
di tutti quei cuori che sanno ancora ascoltare le favole...
Fine...


