Gli esami strumentali vengono fatti con degli strumenti particolari, specifici per la gravidanza.
Il più importante e più famoso tra questi esami è l'ecografia.
L'ecografia non è invasiva. Non prevede cioè che vengano introdotti aghi o altri strumenti nell'organismo. Non è dolorosa, né pericolosa.
Utilizza, infatti, degli ultrasuoni, che riproducono l'immagine del feto su un monitor.
Il medico, generalmente, fa fare tre ecografie.
- La prima si svolge durante la prima visita. Serve, prima di tutto, per avere la conferma di essere incinta e per sapere da quanto tempo. Poi si possono vedere il numero di embrioni e sapere quindi se saranno gemelli.
- La seconda ecografia viene fatta tra la diciottesima e la ventunesima settimana di gestazione. Serve per vedere se il feto si sviluppa in maniera corretta o se ci sono malformazioni. Vengono controllati e misurati gli organi.
- La terza ecografia si svolge nell'ultimo mese prima del parto. Vengono osservati le dimensioni e lo sviluppo del feto e la sua posizione. Serve anche per vedere la quantità di liquido amniotico, la posizione della placenta e se bisogna fare un parto cesareo.
Per controllare lo sviluppo e la salute del bambino, il ginecologo potrebbe prescrivere altri esami.
Il principale è il monitoraggio del battito cardiaco. Viene fatto generalmente dalla trentaseiesima settimana. Serve per controllare se il cuore del piccolo batte regolarmente e se è sano. Con questo esame si può vedere anche se il feto reagisce bene alle contrazioni e se quindi può affrontare un parto naturale.
Se la mamma ha più di trentacinque anni, il medico può consigliare altri esami per vedere se ci sono anomalie cromosomiche. Più la mamma è in là con gli anni, maggiore è il rischio.
Il più importante di questi esami è l'amniocentesi. Al contrario dell'ecografia, è un esame invasivo, anche se non è doloroso. Con un ago sottile, inserito tra l'addome e l'utero, viene prelevato del liquido amniotico. L'amniocentesi può stabilire con certezza se il bambino è affetto dalla sindrome di Down.