Il reflusso gastro-esofageo è un disturbo fastidioso che può essere curato o tenuto sotto controllo con farmaci e buone abitudini quotidiane. A volte, però, può dare origine ad alcune gravi complicanze come l’esofago di Barrett, che colpisce il 10% di chi soffre di reflusso. E' caratterizzato da una trasformazione delle cellule dell'esofago, sottoposte a continuo stress per la risalita di materiale acido dallo stomaco, che possono diventare tumorali e dare origine a un adenocarcinoma dell'esofago nel 2-5% dei pazienti. Riconoscere l'esofago di Barrett è difficile: in molti casi, infatti, è asintomatico e si presenta con le caratteristiche tipiche del reflusso. Nuove tecniche di indagine permettono una diagnosi più precoce di questa condizione, necessaria per un trattamento tempestivo. Esistono fattori genetici che predispongono all'esofago di Barrett e, secondo i ricercatori, determinano la sua progressione in forma tumorale o meno. Grazie all'identificazione di biomarcatori, cioè proteine prodotte solo nei pazienti colpiti, è possibile ideare modelli predittivi e diagnostici.
5 dicembre 2011
FONTE: Cancer Biomarkers