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Reflusso, un disturbo sempre più frequente
Le cause nello stile di vita e nella crescente obesità nella popolazione.
Respirare con il diaframma, aiuta?
Le armi per alleviare i sintomi del reflusso gastro-esofageo sono intervenire sulla dieta, limitare lo stress e aiutarsi, all'occorrenza, con i farmaci mirati. Anche le tecniche di rilassamento muscolare possono influire positivamente su un miglioramento del disturbo, come quelli a carico del diaframma e dei muscoli addominali. Un recente studio ha messo in evidenza l'efficacia degli esercizi per migliorare la respirazione diaframmatica, che sembrano migliorare la risposta dello sfintere esofageo, la valvola che funziona in modo anomalo e favorisce la risalita di materiale acido dallo stomaco. Dopo qualche settimana di questi esercizi, infatti, i pazienti che hanno seguito il training hanno assistito a un miglioramento dei fastidiosi sintomi tipici del reflusso. Migliorare la respirazione favorisce anche un buon rimedio allo stress generale, perché permette di concentrarsi sulla muscolatura addominale che può essere contratta a causa degli stati d’animo negativi. 23 dicembre 2011FONTE: American Journal of Gastroenterology
Paziente o medico: chi capisce meglio il reflusso?
Il rapporto tra medico e paziente è sempre molto delicato da gestire, soprattutto quando si è in presenza di disturbi che presentano molti sintomi come il reflusso gastroesofageo. Non sono solo il rigurgito acido e la sensazione di bruciore a livello dell'esofagoa definire questo disturbo, ma ne fanno parte anche sintomi extra-esofagei che sono spesso difficili da distinguere. L'approccio medico, rappresentato da monitoraggio dei valori di pH acido nell'esofago o la ricerca di lesioni alla mucosa tramite endoscopia, non sempre riesce a definire con esattezza la gravità del disturbo come percepito dal paziente. E', infatti, il vissuto di chi soffre di reflusso l'indicatore più attendibile dello stato di salute del paziente. I test di autovalutazione del disturbo possono essere utili, in associazione all'approccio medico oggettivo, a fornire ulteriori indicazioni sulla condizione del paziente, seppur presentino delle limitazioni. Per i pazienti stessi è difficile, a volte, riconoscere dei sintomi legati al reflusso, come ad esempio l'insorgenza di dispepsia o irritabilità intestinale, e di conseguenza riferirle al proprio medico curante. 16 dicembre 2011FONTE: Journal of Neurogastroenterology Motility
Esofago di Barrett: come riconoscerlo?
Il reflusso gastro-esofageo è un disturbo fastidioso che può essere curato o tenuto sotto controllo con farmaci e buone abitudini quotidiane. A volte, però, può dare origine ad alcune gravi complicanze come l’esofago di Barrett, che colpisce il 10% di chi soffre di reflusso. E' caratterizzato da una trasformazione delle cellule dell'esofago, sottoposte a continuo stress per la risalita di materiale acido dallo stomaco, che possono diventare tumorali e dare origine a un adenocarcinoma dell'esofago nel 2-5% dei pazienti. Riconoscere l'esofago di Barrett è difficile: in molti casi, infatti, è asintomatico e si presenta con le caratteristiche tipiche del reflusso. Nuove tecniche di indagine permettono una diagnosi più precoce di questa condizione, necessaria per un trattamento tempestivo. Esistono fattori genetici che predispongono all'esofago di Barrett e, secondo i ricercatori, determinano la sua progressione in forma tumorale o meno. Grazie all'identificazione di biomarcatori, cioè proteine prodotte solo nei pazienti colpiti, è possibile ideare modelli predittivi e diagnostici. 5 dicembre 2011FONTE: Cancer Biomarkers
Con il reflusso, la voce cambia
La risalita di succhi gastrici dall'esofago al cavo orale può determinare alcuni disturbi 'aspecifici', come l'erosione dentale o una tosse cronica. Anche la voce può subire dei cambiamenti, perchè il materiale acido può mettere le corde vocali sotto stress e causare una loro anomala vibrazione durante l'emissione dei suoni. Non udibile a orecchio, forse, ma registrabile tramite apposite apparecchiature come dimostra uno studio dell'University College of London che ha raccolto i dati di ampiezza e frequenza di pazienti affetti da reflusso gastroesofageo durante la lettura di un testo. Confrontadoli con i dati di pazienti sani, le corde vocali di chi soffre di questo disturbo vibrano in modo diverso e affliggono la voce. La situazione sembra addirittura peggiorare dopo una chirurgia anti-reflusso che può risolvere la condizione gastrica ma non restituisce al paziente la voce di un tempo. 25 novembre 2011FONTE: Journal of Clinical Gastroenterology
Lo sport? Può far bene e può far male
Praticare sport è salutare, ma chi soffre di reflusso gastro-esofageo può sperimentare un peggioramento dei sintomi in seguito ad alcune attività. Lo sforzo eccessivo, infatti, può indurre una pressione sull'addome che favorisce la risalita di materiale acido dallo stomaco all'esofago. Tra le attività fisiche imputate, la corsa, il ciclismo e il sollevamento pesi. Tuttavia un peggioramento dei sintomi risulta essere, secondo gli studi, solo passeggero. In contrasto con i benefici all'apparato gastrointestinale che ottiene chi pratica sport regolarmente: l'attività fisica svolge un effetto protettivo sulla mucosa gastrica, contribuisce a ridurre stress, disturbi infiammatori come la sindrome del colon irritabile e sembra essere associata a un minore rischio di cancro del colon-retto. 18 novembre 2011FONTE: Southern Medical Journal
Bambini: problemi respiratori frequenti? Potrebbe essere reflusso
Il reflusso gastroesofageo può manifestarsi con una serie di sintomi aspecifici, tra cui una tosse cronica che non riesce ad essere alleviata da trattamenti specifici per le vie respiratorie. Soprattutto nei bambini una tosse che non passa può segnalare la presenza di un disturbo gastrico. Ma non è solo la tosse notturna, tipica del reflusso, a fare da campanello d’allarme: anche le frequenti infezioni alle alte vie respiratorie possono essere un sintomo di reflusso acido. E' bene quindi non sottovalutare questi episodi ricorrenti e indagare, con il supporto del medico, non solo l'apparato respiratorio ma anche quello digerente. 11 novembre 2011FONTE: Respiratory Medicine