Trattamento chirurgico e trattamento medico a confronto
17/06/2010
Uno studio randomizzato multicentrico condotto su 626 pazienti affetti da reflusso gastroesofageo cronico ha dimostrato che la chirurgia laparoscopica e la terapia farmacologica con somministrazione di inibitori della pompa protonica sono comparabili dal punto di vista dei risultati.
La terapia chirurgica e quella
farmacologica sono entrambe
utilizzate per la cura delle
cause e dei sintomi del
reflusso gastroesofageo e
questo studio ha voluto
analizzare la percentuale di
successo delle due tecniche e
i miglioramenti nella
qualità di vita dei
pazienti nell'arco di
cinque anni.
Dei 626 pazienti coinvolti,
tutti avevano risposto bene
alla terapia
farmacologica che
consisteva nella
somministrazione di 40
mg di esomeprazolo per tre
mesi. Al termine dei
primi tre mesi, ai 554
pazienti che avevano risposto
meglio alla terapia è
stato chiesto di scegliere se
continuare con la
somministrazione di
esomeprazolo, dimezzando la
dose giornaliera, oppure
sottoporsi alla
laparoscopia
Lars (Laparoscopic
antireflux surgery).
Dopo cinque anni, i pazienti
rimasti nello studio erano
372, di cui il 70% erano
maschi di età media 45
anni. Nel gruppo sottoposto
alla lars, i
sintomi si
erano ridotti nell'85% dei
casi, mentre tra chi aveva
continuato con l'esomeprazolo
i sintomi erano diminuiti nel
92% dei casi.
Alcuni pazienti non
avevano avuto miglioramenti
significativi: 19 di
quelli sottoposti alla terapia
farmacologica e 33 del gruppo
che aveva subito la lars.
Dopo cinque anni, l'80% dei
partecipanti del gruppo
dell'esomeprazolo era riuscito
a non aumentare la dose
giornaliera di 20 mg di
farmaco al giorno. I sintomi
di pirosi
erano meno frequenti in chi
assumeva esomeprazolo, mentre
disfagia e
flatulenza
erano meno presenti nei
pazienti sottoposti a lars.
La qualità di
vita, misurata sulla
scala della GI Rating
Scale and the Quality of Life
in Reflux and Dyspepsia,
non mostrava differenze
significative tra i due
gruppi. Entrambi i trattamenti
si sono dimostrati sicuri e
efficaci.
Fonte: Medscape Medical News



